Tanta roba

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Ho aperto questo blog cinque anni fa. Vorrei dire che sembra ieri e invece così non è.

Un lustro, tanta roba. Dorothea si è avvicinata agli undici anni, l’adolescenza bussa alla sua porta e parla chiaro, le fa rifiutare di tenermi la mano quando camminiamo per strada, però non le impedisce di chiedere il trenino Thomas come regalo di Natale. La biondina, con gli anni, si è fatta castana e si è moltiplicata, diventando una e trina: in lei convivono la bambina dell’asilo, l’alunna delle primarie, e la ragazzina che, almeno così dice, vuole un piercing su entrambe le orecchie.

Insomma, Barbapapà adesso condivide la stanza con Achille Lauro.

Quanto a me ho sempre meno tempo per leggere e scrivere e questo mi dispiace, l’infermiera e la free-lance scalcagnata hanno la meglio. Ma oggi mi va di omaggiare l’anniversario.

Stamattina, mentre pedalavo sulla via casa, con la borsa della spesa a tracolla, ho sentito il rumore di un’auto farsi più vicino, era diverso dai soliti, più… “ronzante”. Ed ecco che mi passa a fianco una Fiat Panda blu, vecchio, vecchissimo modello, con la carrozzeria un po’ ammaccata. A quel punto ho sorriso, quella vista trasmetteva allegria. Non quella illogica di Gaber, ma ragionevole, di più, comprensibile, perché sgorgava dalla simpatia che provavo per lei. Quella Panda sgangherata mica arrancava, andava avanti, dignitosa, e con una certa grinta teneva testa alla modernità, quasi facendosene beffa. Certo, le automobili vecchie inquinano, e a un certo punto è giusto, anzi, doveroso che vadano in pensione, ma il mio slancio morale era riferito non già a una automobile, bensì a una vera e propria “personalità”, con il suo carattere.

Se ben ci penso, il filo rosso di questi cinque anni del mio blog è proprio qui: la scoperta della sostanza al di là dell’immagine.

La sostanza e sostanzialità di mia figlia, innanzitutto. La mia vita ruota attorno a lei, non c‘è trippa per gatti. A oggi, rileggendo quelle pagine, ho l’impressione di aver costruito una specie di mappa evolutiva. In questi cinque anni l’ho vista ridere davanti ai cartoni animati, allenarsi sulla pista di atletica sotto la pioggia, arrampicarsi su per la parete di una montagna, scappare via atterrita dalla vista di un bambino di due anni, camminare lungo il corridoio della scuola, con il suo passo saltellante. E adesso che ho cominciato a farmi una certa idea di lei le cose stanno già per cambiare. Ci aspettano l’incognito e la turbolenza.

E io? Ho preso nota di tutto, mi sono anche messa a nudo e infine ho capito che per scrivere certe cose ci vuole attenzione, soprattutto se vuoi raccontarle agli altri, non come un peso, ma come una meraviglia. Che è poi si tratta di questo veramente, al di là di tutto. Tanta roba, ma di grande qualità.


Illustrazione del Mago di Oz di Maria Nilson

http://www.maria-nilsson.com

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