Caro amico, ti sgrido

LucioJack White, allora leader dei White Stripes, spiegò che il titolo “Seven Nation Army” riesumava una sua distorta comprensione infantile di “Salvation Army”. Dunque un passaggio-legame tra l’esercito della salvezza e una realtà occulta e multiforme pronta a sferrare un attacco. Di fatto l’accostamento di questi due termini, “salvezza” ed “esercito” è una sorta di ossimoro, figura retorica usata in poesia. E l’immaginazione del piccolo Jack in quell’incontro ha prodotto il suo capolavoro.

La poesia, dicevano i formalisti russi, funziona proprio in base allo straniamento: la realtà di tutti i giorni è rappresentata in modo inusuale, così che ti sembra di vederla  per la prima volta. I bambini ci vanno a nozze con la poesia. Il logico e precostituito non ha ancora avuto la meglio, tutto è fluido, connettibile, associabile, al di fuori di ogni manuale di istruzione. Nemmeno con i Lego si riesce a far tanto.

L’immaginazione bambina, nell’imbattersi in frasi o formule che non conosce, sgrossa, riconduce al già noto o, al contrario, raffina, generando nuove immagini, evocate da un suono, da un accenno.

Il frutto di una percezione può perdurare anche all’apparir del vero: a sei anni ero convinta che in “La mia banda suona il rock” Fossati dicesse: “Per chi quel giorno lì inseguiva una spacchinera”, ma anche dopo aver conosciuto che cosa sia una “chimera”,  termine usato realmente, per me ancora adesso il buon Ivano sta cercando di tener dietro a una donna in gonna nera con lo spacco. Una spacchinera, appunto.

La comprensione distorta apre una corsia preferenziale

Non correggo Dorothea dicendo che in realtà Lucio Dalla scrive all’amico. Lo capirà da sola, più avanti. Mi sembra più giusto lasciarla alla sua variante, che certo in noi grandi suscita ilarità, ma rispecchia il vissuto di lei che non sa che cosa sia scrivere una lettera (tutt’al più imparerà a scrivere un’email) ed è così suscettibile ai richiami.

E se volete saperla tutta la sua reinterpretazione è: “Caro amico, ti sgrido, così mi rilasso un po’”.

Della serie: “Non tenetevi tutto dentro, vuotare il sacco, ogni tanto, fa anche bene.”


 

Nella foto in alto Lucio dalla da bambino, da

http://www.quotidiano.net/magazine/lucio-dalla-1.2940290

 

 

 

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