L’orecchio viene ascoltando

Quand’ero bambina ogni tanto alla televisione compariva uno strano tipo chiamato Enzo Jannacci. Cantava, però (mi dicevano i miei) faceva anche il medico. Medico chirurgo, per l’esattezza. Ma davvero c’era della gente che si faceva operare da uno così? A me sembrava fuori di testa. Le parole delle sue canzoni, poi, non le capivo. Che cosa voleva dire: “Perché ci vuole orecchio/ bisogna avere il pacco/immerso, intinto dentro al secchio?” E per molto tempo ho continuato a non capirle, come i testi di tante altre canzoni che mi hanno accompagnato nel corso degli anni, dall’adolescenza fino alla soglia dell’età cosiddetta “matura”. Tuttavia nel frattempo è successa una cosa: per Jannacci mi è nata quella sorta di rispetto, di ammirazione, che si ha verso tutto quello che sta al di là della propria comprensione. Ti viene il sospetto, no? Che in quel qualcosa che non afferri ci sia la chiave di una questione importante. Poi un paio di anni fa mi sono imbattuta in Sandro Paté, che di Jannacci sa proprio tanto, a me verrebbe da dire “tutto”. Ne è stato un allievo e su di lui ha presentato la tesi di laurea da cui poi è nato un libro: “Peccato l’argomento”. Io qui ne scrivo perché, grazie a Sandro, Enzo Jannacci è diventato un maestro anche per me: un uomo che credeva nel corpo e (attenzione!) nel respiro, in quanto elemento fondamentale per essere presenti a se stessi e al mondo, un artista che con il suo genio e la sua opera ha dato risalto a quelli che stanno “in fondo”, e che il più delle volte ci sono invisibili solo perché abbiamo paura di rispecchiarci in loro, di trovare in loro una parte di noi. Ne scrivo anche perché lo stesso Sandro, con la sua infaticabile dedizione alla stesura di questo lavoro, è stato per me la riprova che quando credi veramente in una cosa non puoi non realizzarla e che l’amore vero genera conoscenza e la conoscenza porta alla comprensione. Un conto è capire, immettere nella testa. Per comprendere, invece, ci vuole tutto il corpo: pancia, cuore e polmoni. Essere predisposti a far entrare, ma, allo stesso tempo, accettare di entrare, fino a essere “intinti dentro al secchio”. E l’orecchio viene ascoltando.

Per le informazioni sul titolo e i link alle recensioni e alle interviste all’autore:

https://www.facebook.com/peccatolargomento

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